A proposito del canto di OM

Tutti i suoni materiali sono causati da una vibrazione. Se facciamo scontrare due barre metalliche la vibrazione che ne deriva produrrà anche un suono. Quindi ogni suono discende da una vibrazione, da un movimento, e tutti i movimenti e le vibrazioni discendono da Om. 

Om o meglio scritto AUM rappresenta la vibrazione cosmica o spirito santo, la vibrazione creatrice primordiale in cui tutta la creazione esiste, il suono increato e al contempo rappresenta i tre stati della manifestazione e il quarto stato trascendente e non duale. Il suono di OM si sente interiormente nella profonda meditazione e ci si immerge in esso trascendendo le limitazioni della dualità ed immergendo la propria coscienza nell’onnipresenza divina.

Poiché ogni vibrazione produce un suono corrispondente, questo è il motivo per cui la musica ha un potere così grande di influenzare la coscienza umana, e anche le parole, perché tutti i suoni hanno la loro origine primordiale nella vibrazione cosmica Om.

Ciò non significa però che tutti i suoni e tutte le melodie siano spiritualmente elevanti. Al contrario bisogna discernere bene perché alcuni suoni hanno il potere di aiutarci a ritirare la coscienza verso l’interno e verso l’alto ed altri suoni ci coinvolgono con la vibrazione materiale esteriore e con la coscienza dell’ego.

Le melodie lente, profonde, calme ed elevate e i canti spiritualizzati conducono la coscienza oltre l’ego, le percussioni e i ritmi assordanti della musica moderna affermano la coscienza dell’ego. Ogni battito sembra ripetere «io, io, io».

Om per il suo potere e significato universale è stato utilizzato come mantra fin dall’antichità. I mantra sono ripetizioni di suoni e parole sacre che hanno la finalità di attirare nella nostra coscienza determinate vibrazioni spirituali dall’universo. 

La parola dell’uomo, che è anch’essa una manifestazione della vibrazione cosmica Om, lo spirito santo, il verbo, possiede il potere di materializzare la realtà ma soltanto quando si sono dissolte le correnti contrastanti dell’ego, tutti quei flussi di energia nella mente e nel cuore che nell’uomo comune con mille desideri, paure e contrasti vanno in mille direzioni diverse disperdendo la sua volontà e la sua coscienza di Sé.

Dalla pace profonda della meditazione, da una profonda devozione, da una coscienza d’amore e assorbimento in Dio, o da un profondo sentimento di amore per l’umanità, il voler servire amare ed aiutare, ci si può sintonizzare con il potere infinito di Om per cantare mantra, intonare canti devozionali, preghiere, e inviare benedizioni veicolando il potere di Dio sulla Terra.

La ripetizione senza una profonda coscienza spiritualizzata che è composta da giusto atteggiamento, intento, proposito, sentimento, attenzione e direzione dell’energia, devozione e amore, in uno stato mentale ed emotivo agitato è del tutto inutile perché priva di potere spirituale.

Con il canto di Om non vogliamo produrre semplicemente una vibrazione sonora prodotta dalla voce, ma una vibrazione spirituale e una coscienza spiritualizzata.

Le verità universali come Om non possono essere create dall’essere umano ma soltanto percepite. Percepirle significa mettersi in sintonia con esse. Om esisteva prima che l’essere umano apparisse sulla scena del mondo ed esisterà anche dopo, noi possiamo esclusivamente sintonizzarci con questa verità, cercando di uscire dai confini ristretti del nostro ego per poterla percepire.

Così come Om a livello cosmico ha tre poteri di creazione, conservazione e dissoluzione e ha determinato i tre principali piani di realtà, così dovremmo cantare Om e qualsiasi altro mantra e canto spiritualizzato prima con una tonalità alta, che rappresenta Brahma e il corpo fisico, poi con una tonalità più bassa che rappresenta Vishnu e il corpo astrale e infine in modo silenzioso, nel cuore e mentalmente, che rappresenta Shiva e il corpo causale. L ’intento di un canto spiritualizzato è quello di portare la vibrazione verso l’interno e verso l’alto fino ad unirla interiormente allo spirito onnipresente nella forma di Om, la vibrazione spirituale.

Non basta semplicemente cantare Om con la voce per elevare la propria coscienza nella santità, magari tenendo gli occhi aperti e lasciandosi distrarre da qualsiasi suono materiale nell’ambiente esteriore o percezione visiva. Occorre spiritualizzare la propria coscienza per attrarre in essa lo Spirito Santo, e successivamente manifestare la Coscienza Cristica come Gesù e gli altri grandi maestri. Cantare Om senza una coscienza devota e interiorizzata non ha nessun valore spirituale. Tanto meno cantare Om per manifestare cambiamenti nel mondo che non siamo prima in grado di manifestare in noi stessi.

Un caso di pratica errata del canto di OM

Anni fa partecipai ad un evento all’aperto, un festival spirituale in cui ero relatore. Prima del mio intervento ci fu una sessione di Om Chanting, il canto di Om, che durò circa un’ora. Percepii intuitivamente che il gruppo non emanava nessun magnetismo, nessun potere spirituale, perché la maggior parte di loro ripeteva solo verbalmente e molti erano distratti, senza concentrazione, devozione, senza elevazione spirituale, senza mente calma e interiorizzata e senza anelito per Dio. Soprattutto non c’era nessuno di spiritualmente realizzato o progredito a guidare l’energia del gruppo. Successivamente ne parlai con un noto personaggio spirituale italiano il quale si dichiarò d’accordo con il mio pensiero. 

Per anni quel personaggio sottolineò con veemenza l’importanza di cambiare se stessi per cambiare il mondo ma non la vidi mai trasformare se stessa. Molti anni dopo la stessa persona, che pubblicamente si dichiarava in netto contrasto con la filosofia new age, organizzò un evento analogo in cui riuscì a convincere migliaia di persone che ella avesse ricevuto istruzioni attendibili da parte di entità di altri pianeti attraverso il channeling.

Il primo fatto che mi fece allontanare da quella persona fu che privatamente mi confessò che tali istruzioni provenivano a suo dire dal defunto padre attraverso la scrittura automatica, ma che avrebbe detto pubblicamente che erano gli alieni a dargli quelle istruzioni perché altrimenti “non l’avrebbe seguita nessuno”. Probabilmente si lasciò andare a questa confessione confidando nella nostra amicizia, non tenendo in considerazione che per il sottoscritto il Dharma, la giusta azione, è sempre al primo posto.

In secondo luogo secondo quelle istruzioni, le persone dovevano riunirsi nelle piazze durante le proteste contro il governo per fermare l’entrata in vigore del Green Pass e bloccare l’inaugurazione di una scultura rappresentante la porta dell’inferno, secondo quel personaggio un rito eseguito in pubblico a favore di forze negative, e intonare in quel contesto il canto di Om. Ciò avrebbe generato un’onda capace di cambiare le sorti del paese e garantire l’intervento degli extraterrestri. 

Persone di ogni tipo, la maggioranza delle quali spinte da disperazione per le sempre più stringenti condizioni nel nostro paese, ma spesso senza nessun background meditativo, si unirono a quell’iniziativa sotto la promessa delle entità “aliene” di intervenire grazie al potere generato dall’onda. Ma un’illusione non si combatte con un’altra illusione, ed è inutile dire che il progetto fallì miseramente, anche se successivamente l’onda mediatica ha garantito a questo personaggio numerose presenze in molte trasmissioni divulgative e notevole seguito.

Gli dissi che il canto di Om serviva come preparazione alla meditazione per unirsi interiormente all’onnipresenza di Dio e non per cercare secondo la propria volontà egoica di cambiare il mondo esteriore senza per prima cosa trasformare la propria coscienza, e come seconda cosa comprenderne i cicli karmici. Inoltre gli spiegai che l’Om si canta con mente calma e coscienza interiorizzata, rivolta devotamente a Dio, condizioni non possibili durante le proteste civili, dove la polizia carica i manifestanti utilizzando anche scudi e manganelli, tra urla, grida, confusione, rabbia e agitazione. Semplicemente non sarebbe stato l’ambiente adatto per un mantra sacro come Om. Tutto questo non avrebbe consentito l’interiorizzazione della coscienza di persone certamente non esperte in materia di meditazione e di recitazione di mantra. Forse sarebbe stato più saggio meditare in spazi protetti dalle vibrazioni elevate, nella pace e nel silenzio di casa propria, o sotto la guida di un praticante esperto.

Il personaggio in questione andò avanti con la sua idea e successivamente negli anni continuò a raggruppare persone con questa finalità anche sulle spiagge, nei lidi balneari pubblici. Gli dissi che era necessario confrontare le sue ricezioni dai piani astrali con le istruzioni della tradizione vedantica, dello yoga e gli insegnamenti dei grandi maestri per evitare di sbagliare.

Cantare Om senza espandere profondamente la nostra coscienza in esso, non può produrre reali trasformazioni né interiori né esteriori. Senza una reale espansione nella supercoscienza non è possibile attrarre dall’infinito l’aiuto desiderato. 

Alle mie rimostranze rispose che quelle velleità filosofiche non erano rilevanti in questo momento, perché le sue fonti «superiori» gli avevano garantito che non fosse necessario da parte dei partecipanti possedere una consapevolezza di ciò che stavano facendo, né una coscienza progredita o interiorizzata, bastava semplicemente «obbedire» alle richieste degli alieni per generare quell’onda, perché il canto di Om a suo dire era semplicemente un fatto «scientifico» di frequenze.

Il personaggio in questione non era né un Jivan Mukta, un essere che vive nel mondo ma è interiormente liberato dall’illusione di maya, né un devoto progredito sul sentiero della meditazione o nel discepolato a qualche grande maestro. In verità non aveva mai meditato neppure un giorno della sua vita, tanto che quando accadeva che ci radunassimo in casa sua e qualcuno di noi proponeva di meditare, ella si allontanava annoiata e indifferente a questa pratica. Non aveva il magnetismo e l’energia per guidare tutte quelle persone nella meditazione.

Quanto è potente l’illusione! Eppure pretendeva di guidare migliaia di persone sulla base delle sue «intuizioni», ricevute attraverso la scrittura automatica. Fui molto dispiaciuto di questa caduta spirituale e della perdita di questa amicizia, ma non potei fare nulla per aiutarla, perché non mi ascoltò.

Ho raccontato questo episodio solo per far comprendere che il semplice canto vocale di Om senza il giusto atteggiamento e coscienza non ci collega all’aspetto spirituale di Om ma alla vibrazione materiale (Maya) che spinge le persone verso illusioni e percezioni errate.

Praticare il canto di OM prima della meditazione

Quando si medita e si canta l’Om in gruppo è necessario che chi guida questi satsang sia egli stesso progredito e sincero nei suoi propositi, in grado di guidare l’energia del gruppo verso l’alto, verso la vibrazione spirituale, che abbia intenti puri ed elevati, motivati da vera conoscenza interiore e realizzazione, e non per assecondare opinioni o desideri personali che vengono dalla confusione e dall’ignoranza o dall’aspettativa disperata di cambiare solo esteriormente il mondo senza una reale trasformazione interiore.

Soltanto quando uno yogi consegue lo stato di nirvikalpa samadhi, l’unione definitiva e incondizionata con Dio, la realizzazione del Sé, ed è quindi egli stesso un liberato vivente, può apportare innovazioni e miglioramenti all’albero dello yoga e della tradizione vedantica. 

Tuttavia nessun maestro che ha conseguito quello stato ha cambiato la tradizione, anzi ognuno di essi l’ha ribadita e confermata. Questo ci spinge a riflettere su chi seguiamo, a chi diamo la nostra fiducia, perché tante sono le persone confuse anche se in buona fede.

Gli insegnamenti dei grandi maestri sono una luce per il mondo che si contrappone agli annacquati e fuorvianti insegnamenti che stanno invadendo il panorama spirituale a causa della medianità e del channeling incontrollati.

Non dico che il channeling di qualità non esiste, ma quasi tutto quello che possiamo trovare è di bassa lega. Bisogna saper discernere profondamente.

Il canto di Om ha come scopo quello di preparare la coscienza del devoto a interiorizzarsi e a ricevere la comunione divina in profonda meditazione. Nessuna bocca umana può realmente riprodurre il suono increato prodotto dalla vibrazione sacra di Om, che è una vibrazione interiore.

Quando si canta Om il suono dovrebbe solo inizialmente essere pronunciato verbalmente. Bisognerebbe poi cercare di portare la propria coscienza di Om all’interno, nell’ascolto della vera vibrazione cosmica nella profonda meditazione.

Om va cantato prima a tonalità alta per simboleggiare la potenza creatrice, poi a voce più bassa, per simboleggiare il potere di preservazione di Om, ed infine sottovoce oppure solo mentalmente, interiorizzando, per simboleggiare il potere di Om di dissolvere l’illusione nella luce di Dio.

Inoltre nel canto di Om l’importante è tenere la coscienza rivolta con amore a Dio. Om si canta con triplice intensità: alta, media e bassa.

Infine dopo aver cantato OM è necessario meditare profondamente per immergere la propria coscienza nella dimensione spirituale.

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